Come avviene la diagnosi ortodontica

pubblicato il 13 Giu, 2016


La diagnosi ortodonticaLa formulazione di una diagnosi ortodontica richiede un’ampia valutazione della situazione generale del paziente e deve prendere in considerazione aspetti oggettivi e soggettivi.

La diagnosi in ortodonzia, come in ogni altra disciplina medica, richiede la raccolta di una serie di dati e di informazione di base da cui estrapolare una lista di problemi del paziente che sia completa e chiaramente formulata. Nella lista dei problemi è necessario considerare sia le richieste del paziente sia le osservazioni dello specialista. Il piano di trattamento che un specialista in ortodonzia saggio e prudente deve eseguire deve ottenere i massimi benefici per il paziente. La diagnosi deve essere formulata in modo scientifico.

L’essenza dell’approccio clinico alla diagnosi e alla pianificazione del trattamento è quello di sviluppare un database globale di informazioni affinchè nessun problema possa essere trascurato.
Ai fini ortodontici, il database di informazioni sul paziente può derivare da tre fonti principali:

1) Dati ricavati dal colloquio con il paziente e/o con i genitori
2) Esame clinico del paziente
3) Valutazione dei record diagnostici ( modelli in gesso, radiografie e fotografie)

Lo specialista in ortodonzia può cercare più informazioni dettagliate se ritiene siano importanti, come le teleradiografie del cranio o una tomografia computerizzata cone-beam (CBCT).
In tal modo si avrà  una visione completa delle condizioni diagnostiche del paziente.

Riassumendo ogni database o archivio che lo specialista in ortodonzia si creerà  per un paziente ha uno suo scopo:
– La radiografia panoramica delle arcate dentarie serve a rilevare qualsiasi patologia ossea ,denti mancanti, cisti, denti sovrannumerari, patologie a carico delle radici, granulomi, posizioni dei denti non ancora erotti, forma e dimensione dei denti, denti inclusi, carie etc.
– La radiografia laterale del cranio su cui lo specialista in ortodonzia sviluppa una serie di misure computerizzate (tracciato cefalometrico) attraverso il quale si può valutare i rapporti tra le varie strutture ossee e i denti e negli adolescenti la tipologia di crescita e definire esattamente se una componente scheletrica ha una crescita alterata o deviata.
– Le fotografie facciali rivelano l’equilibrio e l’estetica del volto, mettendo in risalto le eventuali asimmetrie, le proporzioni facciali e la conformazione delle labbra in condizione di riposo e del sorriso.
– Le fotografie intraorali offrono un immagine dei tessuti gengivali, e dei tessuti parodontali, della loro conformazione, dello stato di salute e della conformazione e colore dei denti, oltre a fornirci il rapporto tra le arcate dentarie.
– I modelli dentali in gesso danno informazioni sulla forma, dimensione dei denti e dei rapporti tra le arcate dentarie.

Quando lo specialista avrà  a disposizione questi dati sarà possibile predisporre un piano di cura, il trattamento ortodontico . Dopo aver identificato i problemi ortodontici e la loro priorità bisogna tenere in considerazione quattro aspetti importanti al fine di ottenere un piano di trattamento ideale:

– I tempi di trattamento
– La complessità  del trattamento richiesto
– La predicibilità  di successo
– Le aspettative del paziente e dei genitori

Il trattamento ortodontico può essere iniziato in qualsiasi momento della vita di un paziente e può mirare alla risoluzione di un problema specifico o globale.

E’ di importanza fondamentale, capire che l’ortodonzia non è una disciplina che si avvale di schemi pronti e sempre validi. Esistono molti casi su cui gli specialisti in ortodonzia si trovano d’accordo riguardo alla diagnosi e nel modo di condurre un trattamento, ma esistono altrettanti casi in cui l’accordo non esiste e che potrebbe essere oggetto di dibattiti senza fine.